• Фото Percorso degli Antichi Italici
  • Фото Percorso degli Antichi Italici
  • Фото Percorso degli Antichi Italici
  • Фото Percorso degli Antichi Italici
  • Фото Percorso degli Antichi Italici
  • Фото Percorso degli Antichi Italici

Координати 927

Uploaded 17 грудня 2018

Recorded грудня 2018

-
-
1 020 m
131 m
0
9,7
19
38,92 km

Переглянуто 251 раз(и), завантажено 6 раз(и)

біля Archi, Abruzzo (Italia)

La vallata del Sangro è punteggiata da piccoli borghi medievali, che la scrutano dalla cima di alture sempre ricche di vegetazione mediterranea. “Terrazza sul Sangro”, così è soprannominata Archi, in ragione della sua stupenda posizione panoramica sulle valli dell’Aventino e del Sangro. Qui, in un paesaggio di media collina – l’olio è di qualità! – nel periodo post unitario imperversava il brigantaggio; ad Archi valse l’onere e il privilegio di contrastarlo con il riconoscimento del regio esercito di Guardia Nazionale Italiana, corpo militare del Regno d’Italia.
Oggi, il luogo è amabile e sereno, punto di partenza del nostro itinerario cicloturistico che si allontana gradatamente dai numerosi palazzi storici che impreziosiscono il borgo, sul quale vigila dall’alto la rocca.
Piazza Marconi, s’inizia a pedalare, direzione Tornareccio, lungo la SP 216. Sono circa 7 km in leggera salita ma, comesi suol dire, molto pedalabile. Il piccolo borgo alle pendici del Pallano sembra letteralmente appeso ai verdi fianchi della montagna.
Inoltrarsi tra i suoi vicoli è un’esperienza sorprendente: Tornareccio è un vero e proprio museo a cielo aperto, arricchito da oltre ottanta mosaici incastonati sulle facciate delle abitazioni, lasciti dell’evento “Un mosaico per Tornareccio”. La manifestazione che prese il via nel 2006, promuove questa curiosa forma d’arte aperta ad artisti e disegnatori che vedono installare creazioni più votate dai cittadini sui muri delle abitazioni. Tornareccio è anche il paese del miele, un nettare pregiato che qui viene prodotto in diverse varietà: d’acacia, millefiori, di rododendro, eucalipto e arancio.
Proprio gli ambienti scarsamente inquinati e la grande biodiversità fecero di Tornareccio un luogo ideale per l’apicoltura già dalla fine dell’Ottocento. Nella capitale del miele abruzzese nacque una particolare modalità di produzione chiamata “nomadismo”: lo spostamento continuo degli sciami per trovare le migliori piantagioni e consentire una produzione di mieli mono floreali di grande qualità. Oggi il Comune conta circa 10.000 alveari e oltre 30 aziende che operano nel settore e che producono circa la metà del miele regionale. Tornati in sella alla bicicletta, appena fuori da paese si raggiunge il bivio per Monte Pallano: la strada di media pendenza suggerisce marce basse, fino alla cima è salita per cinque sesti del percorso. Però prima di raggiungere quota 1.020, prendiamo fiato con una breve disgressione verso le Mura Megalitiche di Pallanum, città del IV-V secolo a.C, che si estendono qui per 4 metri di altezza e 160 di lunghezza, interrotte solo dalle due porte d’ingresso, le porte del Monte e del Piano, alte solo 80 centimetri. La pedalata può ora riprendere fino in cima, un eccezionale punto di osservazione sulla costa adriatica, sul vicino lago di Bomba e sui monti Frentani. Sin dal paleolitico, e successivamente in epoca romana e tardo medievale, la posizione strategica e le sorgive presenti sul monte hanno reso l’area adatta all’insediamento umano, la cui traccia è osservabile tramite un percorso archeologico visitabile tutto l’anno. Il più è fatto, ora ci spetta la discesa verso Bomba, lungo via Sambuceto, fino in fondo. Solo poco prima dell’ingresso del centro abitato (50 m) si deve svoltare a destra su via Giardino; la seguiamo per un chilometro per poi svoltare a destra su via Pallano in direzione Archi – Tornareccio, tagliando orizzontalmente il versante nord del Monte Pallano.
Quest’ultimo tratto, 3.5 km abbastanza impegnativi, ci riportano sulla SP216 e svoltando a destra, dopo circa 6 km, si raggiunge di nuovo Archi. Scesi dalla sella della bicicletta, provate anche il piacere di sedervi a tavola per provare la Ventricina, un insaccato di lunga stagionatura ottenuto dalle parti più nobili del maiale. Una volta insaccato, viene stagionato per almeno cento giorni.
La Ventricina è stato il primo tra i Presidi Slow Food abruzzesi e nella cucina tradizionale viene utilizzata come ingrediente del ragù, ma soprattutto è gradito a pezzi con il tradizionale pane abruzzese. Salumi e insaccati sono alimenti che appartengono alla tradizione culinaria locale in quasi tutte le parti d’Italia, e anche l’Abruzzo non fa eccezione: per i più curiosi suggeriamo la visita al Museo del Maiale, ospitato all’interno del Castello Ducale di Carpineto Sinello.

Коментарі

    You can or this trail