Час  9 годин 39 хвилин

Координати 2182

Uploaded 6 грудня 2020

Recorded листопада 2020

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2 073 m
339 m
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4,6
9,1
18,2 km

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біля Villa-Agnedo, Trentino-Alto Adige (Italia)

Salita diretta in ambiente selvaggio. La presente traccia ha un punto di partenza sostanzialmente sbagliato: sarebbe piú comodo usare come base l'agritur Prà dei Pezi, rimanendo quindi a ovest del Rivo dei Carrari. Avendo io lasciato la bici sul lato opposto di questo, ho dapprima seguito il sentiero per Sasso Gambarile e, proprio sotto quest'ultimo, ho traversato il greto del torrente per raggiungere la forestale che sale da Prà dei Pezi. Quando questa si addentra nella valle, serve fare attenzione al segno rosso su un masso che marca l'inizio del sentiero. Piú o meno evidente a seconda dei tratti, questo conduce (da ultimo con un breve passaggio dove serve usare le mani) al boscoso dosso del Cafeloto, dove sarà molto probabile perdere momentaneamente la traccia, ma questo non è un problema: raggiunto infatti il crinale (che a questo punto sale da sinistra verso destra), serve seguirlo in direzione SW, dove una sottile crestina ondulata raccorda il Cafeloto ai pendii soprastanti. La traccia GPS qui segue una trincea che punta decisamente verso ovest, fino a interrompersi sopra un pendio franato: questa è una visita opzionale. Per salire invece, appena si intuisce la fine della crestina di raccordo serve seguire la massima pendenza, superando subito una caverna che si apre sulla sinistra, dietro uno spuntone. A un certo punto si oltrepassa un insignificante spuntone che dovrebbe essere il Cafelon, che presenta qualche insegna di vetta, ed è raggiungibile camminando brevemente sopra i tronchi dei mughi. Anche questa, ovviamente, è una visita opzionale. Poco sopra si arriva a una parete rocciosa con alla base un capitello il quale marca, per cosi dire, l'inizio delle difficoltà. Non di vere difficoltà si tratta: per esempio, la prima rampa che sale obliqua da sinistra verso destra dietro la parete sovrastante il capitello è semplicemente molto friabile, e il cordino d'acciaio aiuta nella progressione. Piú in alto si troveranno spesso sitiazoni simili, risolte anche con corde di canapa oppure catene. In un caso, anche una breve scala di legno. Ripeto: non si hanno mai vere difficoltà su roccia o tratti esposti, anche se in diversi tratti il sentiero è stretto e richiede passo fermo. Ultimo passo caratteristico prima dell'arrivo al Colazzo è uno sputone con una grossa, recente frana alla base: serve qui girare verso destra, la salita a sinistra per rampa allo spuntone medesimo è ancora una volta opzionale.
Sul Colazzo si trova un baito attrezzato anche di una cucina all'aperto. Poco sopra, eliporto in posizione molto panoramica con capitello e serbatoi dell'acqua.
Come già sul Cafeloto, serve seguire tutta l'ondulata cresta che raccordo il Colazzo ai pendii soprastanti. A differenza di sotto, qui il sentiero non si tiene quasi mai sul filo, bensí rimane sul versante ovest. Un centinaio di metri sotto, si vedono i ripiani che ospitano il baito dell'Aia di Val Caldiera. Dopo che la cresta si è raccordata alla montagna soprastante, la salita riprende molto decisa, fino ad arrivare abbastanza rapidamente all'uscita sulla cresta "di confine", in vicinanza del Passo dell'Agnella. Inevitabile una visita alle postazioni della Quota 2003, ben restaurate e documentate in occasione del centenario del 2015. Rimangono ora gli ultimi cento tranquilli metri di dislivello che conducono alle varie postazioni dell'Ortigara, passando anche per un tratto sotterraneo, la Galleria Biancardi. Si esce dapprima alla panoramica Quota 2093, per poi raggiugnere il Cippo Austriaco.
Discesa per aperto terreno carsico (assicurarsi di seguire le segnalazioni) al Passo di Val Caldiera, dove inizia il sentiero 206 che scende in Valsugana. Si passa il bivio per il cimitero austroungarico, da dove il sentiero proseguirebbe poi, sembre ben visibile, rimanendo alla base delle rocce sommitali, fino a raccordarsi a quello che sale dal Colazzo. Poco dopo, il Ricovero de Medo. Girato uno spuntone, appaiono le caratteristiche formazioni rocciose che delimitano lo Stol del Prete, affacciato sullo "spaventoso" Vallone della Porsidia (Porsig, Porcile, Prosilia: toponimo molto variabile). Al ripiano dello Stol vero e proprio si trovano, oltre alla caratteristica caverna, un moderno deposito attrezzi che serve per la manutenzione del sottostante tratto di sentiero. Il chiuso vallone che guarda verso Scurelle e Spera, infatti, e che costituirebbe il tratto piú franoso di tutti i 1700 metri di dislivello, è stato recentemente sistemato con grande impiego di scale e traversi in legno. Si scende nel bosco, dal quale è bene seguire le segnalazioni per non perdersi nell'intrico di intersezioni con le strade forestali. A un certo punto, piú o meno in corrispondenza della sella dietro il Civerone, dato che il sentiero segnato prosegue in direzione Olle, serve abbandonarlo e seguire invece la forestale che dirige verso est, costeggiando sempre i Prati del Civerone. Attenzione nei pressi di Malga Roatto, dove la strada principale sembra quella che prosegue dritta: per chiudere l'anello, invece, serve svoltare decisamente a destra, quasi all'indietro, per una forestale che scende decisa: indicazioni per Val Coalba e Mesole. Trovate qui transenne e segnali di divieto, in quando effettivamente la strada era stata portata via in corrispondenza di un vallone piú sotto: passaggio comunque attraversabile a piedi con una certa cautela (sarebbe molto problematico invece portarvi a spalle una bici, sia in salita che in discesa). La discesa verso le Mesole è ancora lunga. A un certo punto, assecondando l'intuizione e i dati altimetrici, in corrisponenza di una chiusa di cemento serve guadare il torrente (la quantità d'acqua non è un problema, essendo il letto molto largo) per trovare, sul lato opposto, una traccia che ben presto diventa strada, e che passate alcune case e il bivio per il soprastante Prà dei Pezi, conduce a un punto dove, seguendo ancora una volta l'intuizione, si può "guadare" anche il Rivo dei Carrari (in realtà il greto è asciutto e sassoso) per tornare il breve al punto di partenza.

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Точка шляху

Oltrebrenta

Точка шляху

Parcheggio bici

Перехрестя

Bivio Sasso Gambarile

Перехрестя

Attacco sentiero

Fare molta attenzione, sulla forestale, a vedere questo segnale.
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Caverna q.713

Точка шляху

Spuntone q.780

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Muri

Точка шляху

Dorsale del Cafeloto

Точка шляху

Fine traverso Calefoto

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Termine trincea

Точка шляху

Cafelon

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Capitello

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Prima rampa

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Scala

Панорама

Punto panoramico

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Cengetta

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Faccetta rossa

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Seconda rampa

Точка шляху

Attraversamento canale

Точка шляху

Spuntone con base franata

Гірський притулок

Baito Colazzo

Панорама

Eliporto Colazzo

Точка шляху

Caverna squadrata

Точка шляху

Piccola caverna

Точка шляху

Dente quota 2003

Точка шляху

Passo dell'Agnella 2008

Точка шляху

Galleria Biancardi

Панорама

Ortigara quota 2093

Вершина

Cippo austriaco

Точка шляху

Hilfplatz

Гірський перевал

Passo di Val Caldiera

Перехрестя

Bivio cimitero austroungarico

Гірський притулок

Baito de medo

Панорама

Punto panoramico

Точка шляху

Stol del Prete

Точка шляху

Mortaio da 15 cm

Панорама

Panorama

Точка шляху

Scalette

Точка шляху

Bivio Val Coalba

Точка шляху

Guado

Точка шляху

Bivio Prà dei Pezi

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